Riconoscimenti

L'agriturismo "Il Castagneto" di Supino (FR) si è aggiudicato il terzo premio al Campionato di cucina contadina ad Agri&tour edizione 2013

15 Novembre 2013

Il 15 Novembre scorso si è svolto ad Arezzo, all'interno della fiera degli agriturismi Agri&Tour 2013,
il Campionato nazionale di cucina contadina mai così ricco e di alta qualità.
30 piatti per una sfida all’ultimo assaggio.

Ed è stata la Basilicata ad imporsi con degli impareggiabili "strascinati di mischiglio mantecati con soffritto di peperoni di Senise e cacioricotta" dell’agriturismo “Vignola” di Marsico Nuovo (Potenza) che ha conquistato la giuria composta da esperti e giornalisti del settore presieduta da Giorgio Menna, direttore di Enogà, associazione leader nel mondo dell’enogastronomia top level.
Sul secondo gradino del podio la tradizione del Trentino con gli "gnocchi di polenta con finferli nostrani e salsiccia" dell’agriturismo “La Stropaia” di Basegla di Pinè (Trento).

Al terzo posto è stato premiato l’agriturismo “Il Castagneto” di Supino (Fr) con un dolce natalizio del XVIII secolo della tradizione di Alvito (FR), i "Susamelli e Roccocò". La giuria ha inoltre attribuito ex aequo un premio speciale alla tradizione che è andato rispettivamente all’agriturismo Il Fascinaro di Casalvieri (Fr) con il suo " Sorpresa dalla pignatta: pollo ruspante" e all'agriturismo Villa Siragusa di Bitonto (Bari) con “Strascinati alle cime di rapa”.

Il 16 Novembre 2013 la signora Lucia ha preparato i susamelli e roccocò alvitani in un cooking show per la promozione del territorio. Durante la preparazione dei dolci è stata intervistata da Augusti Tocci,
noto presentatore tv.
L'agriturismo Il Castagneto già nelle precedenti edizioni del campionato di cucina contadina ha conseguito altri ambiti riconoscimenti: - nel 2010 primo premio assoluto con il dolce pontecorvese del 1500 denominato "la casata"; - nel 2012 premio speciale alle tradizione con "i ranati", zuppa antica sorana di legumi e cotiche di maiale.

"Susamelli" e "roccocò": i dolci di Natale di Alvito

Sono dolci natalizi della tradizione povera. Il loro impasto è, nella versione più raffinata, costituito da mandorle, farina, farina integrale, miele, aromi naturali e spezie, ma solitamente erano prodotti in casa con le materie prime che si avevano a disposizione, sostituendo spesso le mandorle con le nocciole e gli aromi con bucce di arancia grattugiate. Nel XVIII secolo è documentata l'esistenza in Alvito dei susamelli quale dolce di Natale utilizzato dalla famiglia ducale di Alvito (i Gallio) come omaggio ad altre famiglie nobili esterne al ducato.

Ricetta

Ingredienti

  • 2 Kg di farina
  • 2 Kg di farina integrale
  • 1 Kg di miele
  • 1 Kg di mandorle tostate
  • 2,5 Kg di zucchero
  • 1 Kg di acqua
  • 2 bucce d'arancia
  • cannella q.b.
  • 25 gr di ammoniaca

Preparazione

Mescolare tutti gli ingredienti, formare dei bastoni di circa 5 cm di diametro, infornare a 180 gradi per 15 /20 minuti. Sfornare e tagliare a forma di biscottini di 1 cm di larghezza. Per i Roccocò la ricetta e' la stessa ma hanno la forma di un serpente arrotolato per una lunghezza di circa 10 cm.

La zuppa antica dell'agriturismo "Il Castagneto" di Supino vince il premio alla tradizione al campionato di cucina contadina di agri@tour di Arezzo

12 ottobre 2012

Anche quest'anno al Campionato nazionale di cucina contadina che si è svolto ad Arezzo lo scorso venerdì 12 ottobre 2012, nell'ambito della fiera degli agriturismi denominata agri@tour , trionfa la ciociaria. Infatti l'agriturismo Il Castagneto di Lucia Zirizzotti di Supino ha ricevuto un un premio speciale alla tradizione con la preparazione di una zuppa della tradizione ciociara denominata "i ranati" composta da legumi e cotiche di maiale. Il presidente di giuria è stato Alessandro Scorsone, sommelier e noto volto televisivo. Alla premiazione era presente Miss Italia, la siciliana Giusy Buscemi.

Agri@tour è il salone nazionale dell'agriturismo, unico grande appuntamento in Italia dedicato al mondo della vacanza rurale. Il Campionato della Cucina Contadina è un concorso enogastronomico rivolto esclusivamente alle aziende agrituristiche presenti in fiera. Esso permette di presentare piatti della tradizione dei vari territori italiani per confrontare tradizioni e preparazioni e per valorizzare un patrimonio culturale immenso, di cui gli agriturismi in molti casi rimangono tra i pochi tenaci custodi. Alla giuria è stata consegnata una prima stampa di un volumetto a cura di Eugenio Maria Beranger dal titolo "Antiche ricette Ciociare fra stato pontificio e regno delle due sicilie" contenente diverse ricette antiche tra cui la storia e la ricetta dei ranati.

L'agriturismo Il Castagneto ringrazia il prof. Eugenio Maria Beranger per il suo preziosissimo aiuto nel recuperare questa bellissima ricetta. Alla stessa competizione Il Castagneto ha anche presentato un dolce antico denominato la copèta, preparato per il periodo di Natale a base di miele e di frutta secca tritata risalente al cinquecento. Il Castagneto ringrazia il prof. Tommaso Cecilia e l'Istituto di Storia e di Arte del Lazio Meridionale per l'aiuto ricevuto nel recupero di questo dolce antico.

Ricetta " i Ranati"

Ingredienti

  • fagioli, ceci, grano, granturco, cicerchie e favucce
  • cotiche di maiale
  • acqua
  • sale q.b.
  • aglio, carota, cipolla e sedano
  • peperoncino

Preparazione

La preparazione dei ranati, il cui nome richiama il grano, prevede o l’impiego del cotturo (paiolo di rame stagnato all’interno) appeso alla catena attraverso un braccio metallico, di solito, infisso nella parete sinistra del camino o di una pignata con coperchio, dotato di pomello, disposta per varie ore all’angolo del camino e, quindi, non a diretto contatto con il fuoco. Nell’acqua, leggermente salata, si disponevano fagioli, ceci, grano, granturco, cicerchie e favucce “ammollati” per tutta la notte precedente ai quali si aggiungevano cotiche di prosciutto tagliate a striscioline, aglio con la buccia (chi poteva aggiungeva carote, cipolla e sedano), peperoncino e mentuccia. Cuocendo nel cotturo, il tutto va girato in continuazione  per circa due ore con un lungo mestolo ligneo. I ranati vanno serviti con una fetta di pane rosso raffermo ed accompagnati da un buon bicchiere di vino rosso. Gli anziani contadini gradivano molto alternare un cucchiaio di ranati con un morso di cipolla. >Infine al piatto può seguire una fresca misticanza di campagna (erua pazza) che ha lo scopo di sgrassare la bocca.In essa possono entrare anche oltre trenta tipi di piante spontanee diverse; qui ci limitiamo a menzionare laborragine(Borago officinalis L.),il caccia lepre(Reichardia picroides L.), il centocchio (Stellaria media, (L.) Dominique Villars, 1789), qualche foglia dei vari tipi di cicorietta tenera tenera, la cresta di gallo (Onobrychis caput galli), il crispigno (Sonchus oleraceus L., Sonchus arvensis L., Sonchus asper L. e Sonchus tenerissimus L.), qualche foglietta di finocchio selvatico (Foeniculum vulgare Mill.), alcune piantine dipapavero (Papaver rhoeas L.), il pisciacane (Taraxacum officinale Weber), la porcacchia (Portulaca oleracea L.), la pratolina (Bellis perennis L.), il piattello o coste d’asino (Hypochoeris radicata), foglie tenere di ramolaccio (Raphanus Raphanistrum L.) e qualche foglia di rughetta selvatica (Diplotaxis tenuifolia (L.) DC.). Il tutto condito con olio, aceto, aglio, filetti di alici e peperoncino.

Agriturismo Il Castagneto: Primo Classificato al Campionato di cucina contadina che si è svolto ad Arezzo

12 e 13 Novembre 2010

Si è svolto il 12 e il 13 novembre 2010 il "Campionato di cucina contadina" all'interno della fiera degli agriturismi denominata Agri@Tour di Arezzo (il salone nazionale dell'agriturismo). Tale campionato è un concorso enogastronomico rivolto esclusivamente alle aziende agrituristiche. Protagonista la cucina contadina delle varie regioni d'Italia che propone ricette tradizionali utilizzando materie prime aziendali e locali. L'evento, condotto da Susanna Cutini e Alex Revelli Sorini, si è tenuto all'interno di Agri@tour. In giuria Teresa Cremona (Touring Club), Valeria Carbone (Identità golose), Andrea Settefonti (Italia Oggi), Alberto Lupini (Italia a Tavola), Paolo Teverini (chef), Aldo Fiordelli (Guide Espresso), Federico Gatravaglia (Italia a Tavola), Paolo Pellegrini (La Nazione), Alessadro Di Pietro (Occhio alla spesa - RAIUNO).

La giuria ha selezionato tra oltre trenta proposte i vincitori. Premio Speciale La Stropaia (Trentino), 3° classificato La Cerqueta (Lazio), 2° classificato Grotta dell'Eremita (Basilicata), 1° classificato "Il Castagneto" di Supino Frosinone con il dolce denominato "Casata pontecorvese". Il dolce della Casata è stato premiato, ad unanimità, con le seguenti motivazioni: per la storicità, la tipicità, la bontà e la "magia" che ha saputo trasmettere. La titolare dell'agriturismo Il Castagneto, la signora Lucia Zirizzotti e suo marito, ing. Domenico De Meis, desiderano innanzitutto ringraziare il "Comitato della Sagra della Casata" di Pontecorvo (comitato che fa parte dell'Associazione Sportiva e ricreativa Ravano) ed in particolare le signore Claudia ed Alba Ferrara per l'aiuto ricevuto sia per la preparazione del dolce sia per il reperimento delle sue notizie storiche.

La signora Lucia ringrazia anche tutto l' assessorato all'agricoltura della Provincia di Frosinone che le ha permesso di partecipare all'evento.
Un ringraziamento, infine, va anche a tutti coloro ( e sono tanti) che hanno dato un contributo fattivo alla realizzazione del libro "A tavola in Ciociaria nel Rinascimento" presentato insieme al dolce alla giuria con lo scopo di promuovere il ns territorio a livello nazionale. Infatti il libro contiene anche le immagini degli scorci più belli della ns terra realizzate da giovani artisti ciociari.

Storia del dolce, ingredienti, preparazione

La cittadina di Pontecorvo, situata nella parte meridionale della provincia di Frosinone, è stata per quattro secoli sotto l’egemonia Pontificia sotto forma di enclave a partire dal 10 dicembre 1463 fino all’occupazione da parte del Regno d’Italia avvenuta il 7 dicembre 1860. In questo arco di tempo si racconta che è stato inventato un dolce, unico in tutta la Ciociaria, chiamato “Casata” per celebrare la visita di un papa a Pontecorvo.

Due sono i papi che hanno visitato Pontecorvo, Papa Vittore, poi canonizzato nel 1278 e papa Pio IX nel 1850. Tale dolce, all’inizio senza cioccolato perché ancora non conosciuto, ha successo nell’ambiente ecclesiastico in quanto riproduce i colori della bandiera dello Stato Pontificio: il giallo dell’uovo e il bianco del formaggio. Il nome "casata" deriva dall'ingrediente base: "lu case" (il formaggio). Oggi è un dolce tipico che si mangia principalmente a Pasqua. La riuscita della “casata” dipende dalla “capata” cioè dal modo in cui si sono divisi i diversi ingredienti durante la cottura e, quindi, dai diversi colori e strati ottenuti: il marrone del cioccolato e del formaggio insieme in alto e il giallo delle uova in basso.

Ingredienti

  • per la pasta
  • Farina 500 gr
  • Uova n° 4
  • Zucchero 100 gr
  • Olio extrav. d'oliva 30 gr
  • per il ripieno
  • Uova n° 20
  • Formaggio di pecora fresco non salato 600 gr
  • Zucchero 600 gr
  • Cioccolato fondente grattugiato 300 gr
  • Cannella una bustina
  • Limoni grattugiati n° 2

Preparazione

Preparazione della sfoglia:
Impastare 5 uova con la farina, l'olio ed un pizzico di zucchero e tirare due sfoglie sottili: una più grande che possa ricoprire fino al bordo l'interno di una teglia circolare piuttosto alta del diametro di circa 30 cm ed una più piccola per ricoprire l'intero composto.

Preparazione del ripieno:
Versare lo zucchero in un grosso recipiente, farvi cadere il formaggio (di pecora fresco non salato) tritato con lo schiacciapatate amalgamandolo con lo zucchero con una forchetta; aggiungervi le uova uno alla volta avendo cura di rompere i tuorli e le chiare mescolandoli all'impasto e senza sbatterli. Unire la cannella, il cioccolato fondente e il limone grattugiato e mescolare il tutto.

Modalità di cottura:
Imburrare una teglia e sistemare in essa la sfoglia più grande. Versare sulla sfoglia il ripieno. Con l'altra sfoglia ricoprire il composto facendo attenzione che le due sfoglie aderiscano bene tra di loro per evitare che l'impasto fuoriesca. Cucina Ciociara Preriscaldare il forno a 200°C circa, abbassare il forno a 180°C quando il dolce viene infornato. Portare poco dopo la temperatura a 130° e far cuocere il dolce per tre ore dal momento in cui inizia a crescere. Trascorse le tre ore togliere la "casata" dal forno. Dopo circa 20 minuti capovolgerla su un piatto da portata e lasciarvela per qualche ora. Successivamente estrarre la teglia e ricapovolgere il dolce su un vassoio e servire a fette. La riuscita della "casata" dipende dalla "capata" cioè dal modo in cui si sono divisi i diversi ingredienti durante la cottura e, quindi, dai diversi colori e strati ottenuti: il marrone del cioccolato e del formaggio insieme in alto e il giallo delle uova in basso.

A Il Castagneto batte un cuore ciociaro Qui tutto è cucina, ristoro e natura

Marzo 2011

Articolo pubblicato sulla rivista "Italia a Tavola" di marzo 2011

Il locale ristoro al piano terra è molto accogliente e familiare, suddiviso in diverse salette intime, dove è possibile pregustare i profumi dei prodotti montani. Al livello superiore, nel piano di sottotetto, sono situate 6 camere con servizi da dove è possibile ammirare il paesaggio ciociaro

Description: Lucia Zirizzotti

SUPINO (FR) - La signora Lucia Zirizzotti (nella foto) insieme al marito Domenico De Meis ha vinto l'ultima edizione del Campionato di cucina contadina riservato agli agriturismi durante la nona edizione di AgrieTour, il Salone nazionale dell'agriturismo che si è svolto ad Arezzo lo scorso novembre. Potrebbe bastare questo dato a garanzia dell'ottima cucina che i due coniugi propongono nel loro agriturismo, Il Castagneto, nel cuore della Ciociaria a Supino, in provincia di Frosinone.

E la cucina ciociara è di sicuro la protagonista nello spazio ristoro riservato ai clienti dell'agriturismo, ma anche su prenotazione a visitatori esterni. Oltre ai salumi di propria produzione è possibile degustare freschissime mozzarelle e formaggi, come caciocavalli, silani, scamorze e ricotte serviti negli antipasti. La cuoca prepara paste fresche fatte in casa con la farina del proprio grano e le uova casarecce.

Description: http://www.italiaatavola.net/../images/contenutiarticoli/Il-Castagneto.jpgLe ricette tipiche della cucina vanno dai maltagliati con i fagioli cotti al camino nella "pignata" agli strozzapreti con i fiori di zucca e pachino in estate e con il sugo di spuntature in inverno. Senza dimenticare gli gnocchi alla "diavola", le fettuccine ai funghi porcini. Per quanto riguarda i secondi la cuoca prepara il coscio di maiale al forno con le mandorle, bocconcini di maiale all'arancia, abbacchio e coniglio alla cacciatora, lo stracotto di bufala. E' possibile riscoprire anche gli antichi sapori dei dolci storici di questa terra, cotti al forno a legna o quelli a cucchiaio.

E proprio uno di questi, la Casata Pontecorvese, ha vinto il Campionato di AgrieTour. L'agriturismo, aperto tutto l'anno, è composto da un casale in pietra su tre livelli. Il locale ristoro, posto a piano terra, è molto accogliente e familiare, suddiviso in diverse salette intime, dove è possibile pregustare i profumi dei prodotti montani. Al livello superiore, nel piano di sottotetto, sono situate 6 camere con servizi da dove è possibile ammirare il paesaggio ciociaro, accompagnato dal brusio degli animali che vivono in azienda.