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La Polenta di S. Antonio a Supino

Questo particolare libro di cucina si riferisce ad una gastronomia locale, povera, se vogliamo, in quanto praticata da persone d’altri tempi (quando questi erano veramente duri), quando la cucina povera era un’arte legata agli usi e costumi del luogo da tramandare da madre in figlia, leggermente addomesticata nella forma per renderla di immediata comprensione, ma sempre molto affascinante.

Quando le ragazze non avevano grilli “da grande fratello” per la testa, ma l’aspirazione principale di ognuna di esse era quella di divenire una brava cuoca di casa. L’applauso dei commensali “ai fornelli” era a quei tempi quando di più conviviale cui si potesse aspirare.

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